Con levità e con una scrittura fortemente
introspettiva - ma priva d’ogni appesantimento
psicanalitico - Elio e Roberto percorrono la loro
vita e quella di un’Italia e di una città,
Brescia, che si offre per essere guardata da due
generazioni, con occhio diverso, nonostante l’unità
della loro anima.
Ne esce un romanzo-verità delizioso e
commovente, un libro di sentimenti autentici,
privo d’artificio. Sono «le parole
che non ti ho detto», ma che Elio sapeva
già di aver comunicato con la sua presenza,
con il suo affetto e con la sua azione al giovane
Roberto.
Ecco allora ricomporsi miracolosamente - anche
per il lettore che assiste a questo incontro prodigioso
- il ritorno di un abbraccio di parole, di verbi
amorosi nei confronti della vita che parla direttamente
a quanto di più profondo e di nascosto
abbiamo serrato, per pudore, nella nostra memoria.
Maurizio Bernardelli Curuz
Direttore di StileArte
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